Gli itinerari proposti sono stati percorsi personalmente . Vista quindi la natura mutevole della montagna e delle condizioni atmosferiche vi raccomandiamo di verificare preventivamente lo stato e la percorribilità degli itinerari.
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sabato 6 marzo 2021
sabato 28 dicembre 2019
giovedì 26 dicembre 2019
sabato 7 dicembre 2019
Iuribrutto
Iuribrutto
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Dati Gps
Orario inizio: 08:51 7 Dic 2019
Orario fine: 12:58 7 Dic 2019
Distanza: 7,1 km (04:07)
Tempo movimento: 02:26
Altitudine minima: 1936 m
Altitudine massima: 2695 m
Dislivello positivo: 750 m
Dislivello negativo: -756 m
sabato 30 dicembre 2017
Busa Toronda
Busa Toronda - M.te Cornor
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- ⇑ Salita tempo: ore 03:00 circa
- ⇑ Dislivello: m.750 circa
- ⇑ Discesa tempo: ore 01:30 circa
- ⇓ Dislivello: m.750 circa
- ⇔ Distanza andata/ritorno: km 10 circa
- ⊥ Altitudine partenza: m.1209 circa
- Δ Altitudine massima: m.1950 circa
- ‡ Difficoltà: BS
- ∗ Percorso punti di appoggio, eventuali note:
- • Punto di partenza: Google Maps
- ⊗ Percorso ad anello: no
- ¶ Link:
Foto Escursione
Filmato Escursione
domenica 15 novembre 2015
Val Carazzagno "Fumegai"
Val Carazzagno "Fumegai"
Località/Quota Partenza: Arsiè “La Rocca” m. 283
Località/Quota Arrivo:Casoni Cornari m. 970
Dislivello in salita:m. 700 circa
Cartografia: Tabacco 51
Sentieri CAI: 7
Note:Prendo a prestito le belle parole del sito Magico veneto: Carazzagno, una valle dimenticata e abbandonata, aggrappata sulle alte sponde del Lago del Corlo, nasconde tesori della natura e contrade morte, dove la struggente tristezza e la nostalgia del tempo e del mondo perduto trafiggono il cuore. Un gruppo di case abbandonate da decenni, la vegetazione che cerca di riappropriarsi di quei poveri spazi, un erboso sentierino che non percorre mai nessuno e la tristezza che ti sale lenta, ma sempre più profonda e stringente. E’ un tuffo nella storia di fine ottocento e del primo novecento, fatta di pellagra e miseria, di lavoro gramo e menti annebbiate dal vino e dal fumo, ed anche di menti allenate all’ intelligenza sopraffina necessaria per la dura sopravvivenza. Da qui partirono i giovani che emigrarono nelle Americhe e fecero fortuna con l’intelligenza ed il tanto lavoro, qui restarono solo pochi vecchi e poi non restò più nessuno. Improponibile la nostra cività in un luogo così inaccessibile e fuori del mondo. Qui si sopravviveva in simbiosi con gli animali domestici, le mucche, le capre, i maiali e le galline. Ovviamente, ad aumentarne l’isolamento, non esisteva il ponte sospeso su corde ed il lago artificiale, opere del secondo dopoguerra. La contrada più vicina è Forzeleta, ora affacciata sul lago di Corlo. Un posto come questo ha la fortuna di essere rimasto intatto, anche se molto malconcio, e può restituirci l’emozione di toccare con mano quelle che sono le nostre radici autentiche e più profonde di essere veneti. Molte di queste contrade sorsero durante l’infuriare delle invasioni barbariche, chi si rifugiò in laguna, chi cercò scampo tra queste lande sperdute ed inaccessibili. E tra questi anfratti miseri di risorse e difficili per la sopravvivenza, sbocciò una civiltà che durò oltre un millennio. E’ la nostra storia più autentica questa. Quando te ne vai da una contrada come questa l’unica sensazione che ti rimane dentro è il sentirti un povero orfano della tua storia e delle tue radici.
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